La storia

Testo che descrive la storia di Cervere in breve, rimandando poi a pagine dedicate che la approfondiscono nei dettagli, secolo per secolo.

Il nome

L’origine del nome “Cervere” è chiaramente relativo al concetto di “cervo”, la cui immagine risulta anche nello stemma comunale. Per molti anni erroneamente lo stesso simbolo è stato ravvisato anche su una delle facciate della torre, ma in realtà si tratta di una semplice analogia figurativa che nasconde una doppia volta ormai caduta al suolo lasciando la traccia del proprio aggancio alla torre attraverso una sorta di “V”.

Il nome potrebbe derivare, ma non ve n’è conferma, da “Area Cervorum”, qualcosa che andrebbe a ricordare una possibile area di caccia ai cervi connessa agli abitati di Pollentia (Pollenzo), Augusta Bagennorum (Benevagienna) e Alba Pompeia (Alba). “Area Cervorum” sarebbe divenuto in seguito “Cervaria”, per legarsi quindi al nome attuale di Cervere.

Il nome non è da legarsi invece a quello della famiglia De Cerveriis, feudatari della zona nel XV secolo. Faceva parte della famiglia De Cerveriis anche il Beato Bartolomeo, giustiziato per mano di eretici proprio sul territorio comunale: il nome della famiglia è da intendersi derivante dai luoghi dei possedimenti e non viceversa visto che il nome di Cervere compare già in altri documenti antecedenti al sopravvenuto controllo dei feudatari del 1400.

Lo stemma

Comune di Cervere - Stemma
Comune di Cervere – Stemma

Con decreto datato 12 settembre 2003 il Presidente della Repubblica Carlo Azelio CIAMPI ed il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, hanno conferito al Comune di Cervere lo stemma che, da quella data, lo rappresenta al pari del nome a cui viene associato. La raffigurazione grafica dell’emblema è stata redatta dal ricercatore di storia locale Lorenzo CERA che ha pure seguito la pratica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ufficio onorificenze e araldica di Roma.

I tre simboli che lo compongono sono validi e idonei a rappresentare il nostro comune in quanto ne riassumono in modo appropriato e sintetico la realtà locale e la storia millenaria. Lo stemma raffigura sul lato sinistro, in alto, l’arma gentilizia della nobile famiglia De Cerveriis e, in basso, l’insegna del casato dei conti e marchesi di San Martino d’Agliè e La Morra. A destra è rappresentata la torre medievale che da secoli è considerata il simbolo di Cervere; essa faceva parte dell’antico castello e pertanto è stata la muta e passiva testimone di tutte le vicende storiche che hanno coinvolto il nostro territorio.

Del maniero si parla in un documento risalente al 981 ed in alcuni trattati sottoscritti fra l’XI ed il XIII secolo. Fu distrutto due volte nel 1274 e verso il 1520 e prontamente ricostruito, la prima volta dalla città di Cherasco e la seconda volta per l’interessamento dei signori di Cervere, in quel periodo i Conti Operti di Fossano.

Alla dinastia dei De Cerveris, che esercitò i diritti feudali su Cervere fra il XIII a tutto il XV secolo, appartenne il Beato Bartolomeo, il padre domenicano assassinato nel 1466 da un manipolo di Valdesi alla periferia del paese.

Successivamente le prerogative feudali passarono dapprima agli Operti di Fossano e dal 1641 a Filippo di San Martino i cui discendenti li esercitarono fino agli ultimi anni del settecento. Fra le molte personalità di spicco, meritano una particolare menzione Ottaviano, insigne uomo d’arme che si oppose all’Imperatore di Spagna e Carlo Luigi, gentiluomo di camera del sovrano e governatore di Villafranca sul Mare e di Cuneo.

[Riassunto della storia: http://vfs.provincia.cuneo.it/_allegati/2013/08/I_Verifica-preventiva-dellinteresse-archeologico.pdf]