Cappella del Beato Bartolomeo

La cappella ha una importanza speciale poiché incarna il culto che la comunità di Cervere ha sempre avuto nei confronti del Beato Bartolomeo. Un culto nato dalla provvidenza, per molti versi: il Beato, infatti, discendeva dalla famiglia De Cerveriis, le cui radici sono nel nome. Tuttavia Bartolomeo nacque e visse a Savigliano, ove ebbe formazione ed assunse ruolo di prim’ordine presso il convento locale. Le sue radici sono però anche il suo destino: tornato a Cervere per predicare contro l’eresia, incontro il proprio martirio proprio nei luoghi ove oggi v’è la cappella.

La struttura fu eretta negli anni successivi ai fatti di quel 21 aprile 1466, chiedendo al Beato intercessione a difesa del luogo dopo la grave peste del 1484 ed in seguito alle violente grandinate del 1493 e del 1494. Un secolo più tardi Savigliano nominò il beato come patrono della città, ma il destino di Bartolomeo continuava ad essere nelle sue radici: la comunità ne chiese le spoglie quando Napoleone smantellò tutti i conventi. Bartolomeo tornò dunque a Cervere, laddove era stato martirizzato, per ricevere in cambio l’onore e la devozione dell’intera comunità. Da allora le spoglie del Beato sono custodite presso la Chiesa della Maria Vergine Assunta.

In occasione del 550esimo anniversario del martirio, un apposito pamphlet che riassume la storia del Beato è stato distribuito alla comunità per rilanciare la memoria di una storia di tale caratura. Il libretto (disponibile qui) riassume la storia del Beato e molti altri dettagli relativi al suo rapporto con la comunità di Cervere.