Piazza Umberto è situata nella parte più antica del paese, all’incrocio tra Via Roma, Via Vittorio Emanuele e Via Colonnello Ansaldi. Si tratta di una piazza di particolare significato per la comunità poiché è il luogo di accesso di alcuni edifici di particolare importanza per la vita di Cervere.

Piazza Umberto I
- Cenni storici
- Scuole elementari
- Municipio
- Canonica della parrocchia
- Chiesa di Maria Vergine Assunta
- Confraternita di Santa Croce
- Campanile
- Oratorio parrocchiale
- Il pozzo
Cenni storici
Piazza Umberto I è il luogo ove bisogna immaginare la storia. Qui son partite le processioni della comunità nei secoli addietro; qui v’è stato il cuore della vita civica del paese; qui per decenni ci si è appesi alla corda delle campane per rintoccare le ore e farle risuonare sulla valle e nei campi della piana. Qui generazioni intere sono passate per arrivare alla scuola materna, per trasferire i propri zainetti pochi anni dopo verso le scuole elementari. Un luogo di silenzio e di pace, nel quale da sempre scorre però la vita di Cervere: la memoria va ai ragazzi in attesa dell’oratorio, agli anziani che hanno cercato refrigerio estivo sulle panchine sui lati ombreggiati, alle maestre che varcano i cancelli degli edifici scolastici, ai vari prevosti che hanno vissuto la canonica.
Piazza Umberto è una dimensione particolare: un luogo di passaggio, un centro nevralgico, ma al tempo stesso un tempio sacro sia per la parrocchia che per la società civile. Un luogo di rispetto e di fermento, dove vita e silenzio si incrociano formando un triangolo che disegna l’intero centro storico del paese.
La piazza è stata per alcuni decenni il luogo che ha custodito il monumento dei caduti, oggi posizionato di fronte alla sede del gruppo ANA in posizione panoramica sulla vallata cerverese. In quegli anni la parte centrale della piazza era ombreggiata da due file di alberi che divergevano dalla zona prospiciente al Municipio. Un intervento successivo di recupero ha riportato la piazza alle sue sembianze più tradizionali (se non altro in relazione alle rare testimonianze fotografiche di inizio 1900), liberando così la vista sulla Confraternita e sul campanile.
Scuole elementari
Le scuole elementari sono situate da molto tempo all’incrocio tra Via Roma e Piazza Umberto. Il cortile è in comune con il Municipio, con cui è condiviso anche il giardino interno. Le scuole materne sono state ricostruite negli anni ’90, dando un volto decisamente nuovo, e più ordinato, a quella che era la struttura antecedente.
Le scuole sono anche la sede prescelta per il voto nelle occasioni in cui la popolazione è chiamata alle urne: uno dei seggi è posizionato a Grinzano, mentre il seggio primario è localizzato al piano terra dell’istituto del capoluogo.
Municipio
Il municipio ha il proprio ingresso sulla piazza: al piano rialzato sono disponibili l’ufficio anagrafe e quello dei vigili urbani, mentre al primo piano è situata la sala consiliare assieme agli altri uffici comunali.
Canonica della parrocchia
La canonica contiene i locali a disposizione del parroco della parrocchia di Cervere. L’edificio è diviso in due parti: la prima, edificata nel ‘700, è direttamente collegata alla chiesa di Maria Vergine Assunta. Una seconda e più ampia parte si prolunga invece verso la via che separa la parrocchia dai locali del Municipio. La canonica nasconde un piccolo chiostro collegato con la navata destra della chiesa.
Chiesa di Maria Vergine Assunta
Descrizione
Confraternita di Santa Croce
Descrizione
Campanile
Descrizione
Oratorio parrocchiale
Descrizione
Il pozzo

Di fronte alla Confraternita di S. Croce ed al municipio comunale è visibile una grata sul selciato che nasconde un pozzo profondo alcune decine di metri. Dell’origine di questo pozzo non è purtroppo possibile sapere nulla, ma la posizione lascia intuire una origine antica, che si potrebbe ipotizzare successiva alla riedificazione di Cervere a seguito della distruzione del castello nel 1274 (la vicina Cappella di Santa Maria è datata 1289).
La presenza stessa del pozzo era stata dimenticata, ricoperta dal selciato che ne aveva decretato l’oblìo. In occasione dei lavori di rivalutazione del centro storico, avvenuti tra il 2000 e il 2003, il pozzo è stato scoperto durante gli scavi e lasciato quindi a vista tramite la copertura di sicurezza con una grata. Tuttavia la sua presenza era in realtà facilmente prevedibile. La presenza di un punto di distribuzione dell’acqua era infatti testimoniata già in una tela del 1887 di G.Lavini, denominata “Cristo Glorioso” ed oggi conservata presso la canonica della Parrocchiale di Cervere. In questa tela è infatti ben visibile una struttura dalla base quadrata, le cui dimensioni non sono facilmente stimabili (lati di 2/3 metri?) e la cui presenza è confermata altresì dal Catasto Maffei di fine 1700:

La tela di G.Lavini pecca nella prospettiva, ma offre una impagabile testimonianza storica nel ritrarre nei dettagli quella che è l’attuale Piazza Umberto I:

Nel dettaglio è facilmente comprensibile l’utilità della struttura per la distribuzione dell’acqua, sicuramente azionata per mezzo di una pompa a mano non visibile nella raffigurazione:

E se la presenza del pozzo può soltanto essere desunta dalle raffigurazioni ritrovate, solo ipotetici possono essere i motivi dell’abbandono del pozzo. Occorre infatti notare come a circa un centinaio di metri in linea d’aria, dietro l’attuale Chiesa della Maria Vergine Assunta, sorgesse l’antico cimitero (si noti nell’immagine antecedente del Catasto Maffei la croce relativa all’ipotetica cappella del cimitero, non più esistente). Come per ogni altro borgo in Italia, i cimiteri erano dislocati nei pressi delle case e fu Napoleone (con l’editto di Saint Cloud esteso all’Italia il 5 settembre 1806 sotto forma di “Editto di polizia medica”) a ordinarne lo spostamento per motivi igienici. Il primo problema era relativo proprio ai pozzi, che andavano riempendosi di sostanze pericolose derivanti dalla putrefazione dei corpi e dalla conseguente dispersione dei liquidi nel terreno. L’inquinamento della falda acquifera era dunque un pericolo evidente che ha presumibilmente determinato un grosso cambiamento negli equilibri del piccolo borgo dell’antica Cervere: il cimitero venne spostato laddove v’erano i ruderi dell’antico castello (ove è tutt’ora) ed il pozzo potrebbe essere stato abbandonato in virtù del pericolo igienico vigente.
La tela del Lavini ritrae dunque un pozzo sicuramente esistente a fine ‘800, ma non è facile comprendere se fosse ancora in uso. In caso di abbandono, la causa potrebbe essere tanto l’editto napoleonico, quanto il semplice prosciugamento della falda. In ogni caso un secolo più tardi del pozzo non se ne conservava memoria, sebbene il suo ruolo per lo sviluppo dell’antica Cervere non possa che essere stato del tutto fondamentale.
Oggi possiamo soltanto immaginare i nostri avi attorno a quella pompa a mano, cercando acqua con cui abbeverarsi o con la quale lavarsi. Ombelico dell’antica comunità, baricentro del nuovo paese. Memoria, quindi, da mantenere come segno di continuità e di solidità delle radici di Cervere. Storie del passato che riemergono da un pozzo: simbolico, iconico, romantico.
