Confraternita di Santa Croce

La chiesa della Confraternita di Santa Croce costituisce un’emergenza architettonica di notevole importanza, con la propria mole caratterizza la morfologia e il paesaggio urbano del centro storico di Cervere e fa parte di un complesso architettonico che si affaccia sulla piazza Umberto I. Il complesso è costituito dalla Chiesa stessa, dalla sacrestia, dal campanile e dal fabbricato ex cinema – teatro parrocchiale entro il cui perimetro rimangono testimonianze della più antica Chiesa di Santa Maria.

Nel 1274 in seguito alla battaglia avvenuta attorno al castello sul colle di San Filippo, durante la guerra tra gli Astigiani e Carlo d’Angiò, la chiesa di Santa Maria e l’intero abitato di Cervere, allora insistente sull’area attualmente denominata colle di San Filippo, ora occupato dal cimitero, furono quasi interamente distrutti. La Chiesa fu ricostruita nel paese nuovo, l’attuale Cervere, verosimilmente verso il 1289 ed alla stessa epoca si può ricondurre la costruzione dell’adiacente campanile.

Di questa Chiesa antica, dedicata a Santa Maria, rimangono alcune tracce sopravvissute alle demolizioni necessarie per la costruzione della chiesa della Confraternita di S. Croce, costituite da un muro perimetrale unito al campanile e da due pilastri di sezione rettangolare addossati ai muri perimetrali che sostengono una porzione di volta. Si può ipotizzare che la chiesa fosse realizzata con un’unica navata di m. 5.90 di larghezza posta in adiacenza al campanile coperta con volta a botte con inserimento di unghiature e rispettive lunette.

Con la fondazione della Diocesi fossanese nel 1592, Cervere fu eretta a parrocchia e nel 1668 venne consacrata la nuova chiesa parrocchiale intitolata a Maria Vergine Assunta non lontana dalla precedente e non dotata di campanile in quanto si continuò ad utilizzare la torre campanaria dell’antica chiesa. Nei primi decenni del 1700 l’isolato subì significative trasformazioni: venne quasi totalmente demolita l’antica parrocchiale per fare spazio alla costruzione, in forme barocche, della Chiesa della Confraternita di Santa Croce.

La data di costruzione della chiesa della Confraternita, 14 settembre 1725, è citata in una relazione del Parroco di Cervere redatta in seguito alla visita pastorale del 1838. Dalla stessa relazione si apprende che la confraternita era di antica costituzione, già citata in un libro d’amministrazione del 1603 e in una patente di aggregazione all’arciconfraternita del Gonfalone di Roma in data 1608, sotto il pontificato di Urbano VIII. Fin dal 1602 era presente l’associazione Confraternita a Cervere. Negli anni 1926-27 la Confraternita sostituì la Chiesa Parrocchiale che venne quasi completamente demolita e ricostruita dall’allora parroco. Un’altra relazione dettagliata in seguito alla visita pastorale del 1932, documenta il progressivo degrado della chiesa, a quell’epoca chiusa da due anni: soltanto 30 anni più tardi viene restituito il culto alla Confraternita, ridonandole pregio e centralità nelle attività della parrocchia.

La facciata segue le linee del Barocco Piemontese con il mattone faccia a vista come elemento costruttivo di tutta la struttura e anche della decorazione. Il fronte è sviluppato in altezza, tripartito e armoniosamente modulato da cornici in forte aggetto. Nella parte centrale trova spazio un portale in contrasto cromatico con il resto della facciata. Internamente l’edificio è a navata unica e sono presenti due altari laterali oltre all’altare maggiore, del 1725 in cotto marmoreggiato rosso e nero. Sulla volta è affrescata l’esaltazione della Santa Croce, circondata da quattro medaglioni che rappresentano gli evangelisti. Sopra il coro sono dipinti la Deposizione di Gesù dalla Croce, l’angioletto della Veronica e il Beato Bartolomeo da Cervere.

Spiega una relazione che descrive la “Crusà” in occasione dei lavori di ristrutturazione dell’adiacente torre campanaria:

Perché si costruì questa chiesa? Le Confraternite, sorte già nel Medioevo, erano associazioni di fedeli che cercavano di vivere una vita cristiana più fervorosa, sia dando gloria a Dio, sia soccorrendo i fratelli bisognosi. Ogni città aveva diverse Confraternite […]. Anche nel nostro paese (allora esso non arrivava oltre la Piazza San Sebastiano), sorse la Confraternita che si nominò di S.Croce. Essa fu costruita non in concorrenza colla chiesa parrocchiale, ma come completamento di essa. Alla domenica, e anche in altri giorni stabiliti, i confratelli e le consorelle si recavano nella confraternita ove recitavano e cantavano le “Ufficiature” (ossia il Breviario), eseguivano la Via Crucis e, nel periodo di Quaresima, si assoggettavano anche alla penitenza del digiuno e della disciplina.

Purtroppo, causa l’occupazione della Confraternita nel periodo 1943-45 da parte delle truppe tedesche e poi di quelle dei partigiani, furono dispersi e distrutti l’interessante archivio e i verbali delle elezioni dei Rettori; scomparvero i libri liturgici in uso dei confratelli e delle consorelle; di questi ne furono ricuperati solo due in cattivo stato di conservazione; furono portate via le canne del prezioso organo del ‘700, nonché i ricchi lucernari e specchi appesi alle pareti.

Certamente i confratelli e le consorelle univano alla lode a Dio anche le opere di carità come era nel loro regolamento. Purtroppo non ci pervenne la relativa documentazione. […]

Ci auguriamo che lo spirito chge animò la nostra Confraternita: “il culto a Dio e l’aiuto ai fratelli per amor di Dio” risorga e sia operoso nel volontariato” […].